progetti che amiamo: maison in white

vi raccontiamo di una casa in totale simbiosi con l'ambiente, capace di interagire con la luce naturale cambiando il proprio aspetto

About Team: Emanuele Berteletti | Bulbus Lighting Studio | Torino

by EMANUELE BERTELETTI

LA CASA DEI SOGNI: MAISON IN WHITE

Woojin Lim aveva un sogno: quello di tornare di tornare a vivere nella sua città natale, dopo 20 anni trascorsi a Parigi, progettando e costruendo la propria casa-studio.
Ci troviamo a Sokcho, una città nella provincia del Gangwon stretta fra il mar del Giappone ed il monte Seorak, in Corea del Sud.
Ma come inserirsi in un simile contesto, caratterizzato da una così forte presenza di elementi naturali?
La risposta di AEV Architectures, lo studio fondato dallo stesso Lim, è un prisma dal colore bianco. Una compenetrazione di volumi che possa essere percepita dall’esterno come un unicum, mentre al suo interno si alternano ampi open space e piccoli ambienti più intimi, come da tradizione orientale. Questo monolite situato nella parte alta della città, quasi arroccato sulla montagna, si fa spazio all’occhio come un elemento neutro, apparendo, ad un primo sguardo, come una roccia o come un cumulo di neve. 

Ma è in particolari condizioni ambientali che la sua candida superficie è capace di trasformarsi, assumendo tutte le sfumature della luce che la illumina. Come un cristallo incastonato nella roccia, come una scheggia di cielo conficcata nel suolo.

MAISON IN WHITE: IL PROGETTO

Una casa in dialogo con la natura, un elemento in armonia col paesaggio urbano, ma che al contempo si differenzia dagli stilemi classici delle abitazioni coreane.
L’elemento chiave del progetto di Maison in Blanche diventa, quindi, il bianco. Un colore molto comune in Corea (per la cultura locale assume il significato simbolico di pace ed integrità) che viene usato per descrivere un edificio ispirato agli chalet alpini. Un disegno decisamente poco comune nel panorama urbano asiatico.
Maison in White si articola su due livelli: al piano terra, l’ingresso si affaccia su un ampio living con cucina a vista. Mentre, nella parte destra della pianta, una “scatola” accoglie le funzioni private: camera da letto, cabina armadio, bagno, lavanderia e vano scale. Al primo piano, invece, un open-space a tutta altezza, occupato per intero dallo studio/atelier di Lim, che si apre al panorama con una grande finestra.
Ma, la parte più stupefacente ad architettonicamente complessa del progetto di Maison in White, resta il suo esterno. Un bianco prisma dai caratteristici spioventi appuntiti, completamente rivestito di pannelli HI-Macs. L’inclinazione del tetto a 60° permette alle superfici di non essere aggredite da inquinamento ed agenti atmosferici, capaci di rovinare l’uniformità dei tamponamenti. Inoltre, sempre allo scopo di preservarne l’aspetto, questo involucro poggia su una struttura che la separa dal corpo dell’abitazione. Creando un’intercapedine che alloggia un fitto sistema di canaline di scolo per il deflusso delle acque piovane.

FOCUS SUL MATERIALE: HI-MACSⓇ ALPINE WHITE

Progettato da LG Hausys, HI-MacsⓇ appartiene alla famiglia di prodotti Solid Surfaces. E’ un materiale composito: costituito da una matrice in acrilico e un rinforzo in fibre minerali, addizionato in superficie con pigmenti. La sua natura gli permette di assumere forme pressoché illimitate, mantenendo caratteristiche meccaniche ed estetiche di standard elevato.
Solido come la pietra, versatile come il legno, duttile come un metallo. Viene lavorato per termoformatura, il che gli permette di assumere una gamma di forme altamente personalizzabli, che ben si presta ad impieghi per interni ed esterni. La finitura superficiale, liscia e compatta, garantisce elevate prestazioni isolanti, di impermeabilità e riflettanza. Reattività alla luce, che permette ad HI-MacsⓇ di assorbire parzialmente i raggi solari, riflettendone lo spettro cromatico in maniera quasi interattiva.
Caratteristiche estetiche importanti, che donano a Maison in White la sua caratteristica principale: assumere tonalità di colore variabili, facendo rivivere lo spettacolo della luce naturale sulla propria superficie.

I PROGETTISTI: AEV ARCHITECTURES

Woojin Lim, architetto coreano a capo del team di progettisti di Maison in White, è uno dei padri di AEV Architectures: studio internazionale fondato nel 2008 insieme a Sylvie Piat, anch’essa architetto di origine francese; e Hamid Hanane, ingegnere nato in Marocco.
I lontani natali, i diversi percorsi formativi, le personali sensibilità dei fondatori, danno origine ad architetture particolarmente ispirate, che pongono l’accento su aspetti come: materiali, luce, paesaggio, sostenibilità ambientale ed economica, qualità delle prestazioni strutturali.
Fra le due sedi di Parigi e Seoul, AEV Architectures lavora a stretto contatto con professionisti di ogni genere, che condividono lo sviluppo di progetti orientati a tutte le discipline.
AEV è l’acronimo di “Architectures Espace à Vivre” (“Architetture per spazi da vivere”): un nome, ma anche una filosofia. Progettare spazi vicini alle aspirazioni umane ma, al contempo, in simbiosi con il contesto, mantenendo quel rigore e semplicità che costituiscono il loro marchio di fabbrica. In questo, un ruolo fondamentale è giocato dall’innovazione, la quale caratterizza un approccio quasi “Zen” alla progettazione di spazi che ristabiliscano l’armonia fra uomo e ambiente.

Scopri di più su AEV Architectures sul loro sito ufficiale. Clicca qui

 
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