ENZO MARI IN MOSTRA ALLA TRIENNALE

"Enzo Mari curated by Hans Ulrich Obrist with Francesca Giacomelli" DAL 17 ottobre 2020 al 18 aprile 2021 a Milano

About Team: Sara Mestriner | Bulbus Lighting Studio | Torino

by SARA MESTRINER

Era il 17 ottobre quando alla Triennale di Milano apriva al pubblico l’attesissima personale su Enzo Mari, intitolata: “Enzo Mari curated by Hans Ulrich Obrist with Francesca Giacomelli”.
Solamente 2 giorni dopo l’inaugurazione Stefano Boeri, il Presidente di Triennale, con un post su Facebook ne annunciava la morte. Poche ore dopo verrà a mancare anche Lea Vergine, sua compagna di vita, nonché figura di spicco dell’arte italiana.

“Ciao Enzo. Te ne vai da gigante.” Con queste semplici parole Boeri saluta una delle personalità più complesse dell’ultimo secolo: designer, artista, docente, teorico e filosofo del design, grafico ed attivista politico.

Leggi anche l’omaggio di Bulbus ad un’altra figura cardine del design: Vico Magistretti. Clicca qui

 

“ENZO MARI CURATED BY HANS ULRICH OBRIST WITH FRANCESCA GIACOMELLI”

© Triennale di Milano, foto di Gianluca di Ioia

La mostra dedicata a Enzo Mari nasce dal dialogo tra il curatore Hans Ulrich Obrist e lo stesso designer, raccontando gli oltre 60 anni di carriera del “filosofo del design”. L’allestimento pensato dall’ex allievo di Mari, Paolo Ulian, ci appare magistrale nella sua chiarezza espositiva e nella sua raffinatezza.
Ad accogliere i visitatori è una grande scultura luminosa dal titolo “Lo zoo di Enzo”, omaggio dell’artista Nanda Vigo, chiaramente ispirata alle due serie di puzzle per bambini “16 Animali” e “16 Pesci” realizzate da Enzo Mari nel 1967 per Danese.
Sono diversi i contributi di artisti e progettisti internazionali che, interpellati da Obrist, hanno voluto rendere omaggio al pensiero di Mari con progetti site-specific, rileggendo le sue creazioni in chiave contemporanea.

ENZO MARI FRA PROGETTI, POETICA E PENSIERO 

L’esposizione si articola in tre parti: Sezione Storica, Piattaforme di Ricerca, Serie di video e interviste.
La Sezione Storica si sviluppa partendo dal riallestimento della mostra “Enzo Mari. L’arte del Design” realizzata nel 2008 alla GAM, Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, e curata dal designer in persona.
Circa 250 oggetti degli oltre 2000 progettati da Mari nel corso della sua carriera, esposti in ordine cronologico, senza distinzione tra tipologie o ambiti di ricerca. Si va dalle pitture degli anni Cinquanta, all’Arte Programmata degli anni Cinquanta e Sessanta; dagli oggetti progettati per Danese (come la serie di contenitori “Putrella” del 1958, o i calendari perpetui), agli allestimenti modulari di cartone (1964-1970). Completano il tutto le stampe serigrafiche, gli studi grafici, “Autoprogettazione?” trattato del 1973, le porcellane e, infine, la sedia “Tonietta” del 1980.
La sezione di approfondimento, invece, è composta da 19 Piattaforme di Ricerca realizzate appositamente per la Triennale. Posizionate al centro delle grandi sale che ospitano la mostra, attraverso l’analisi di 19 progetti si indagano le tematiche della poetica e delle teorie alla base di tutta l’opera di Enzo Mari. Fra queste citiamo gli studi sulle teorie della percezione, le ricerche sulla produzione seriale e sul tema dell’auto-progettazione.
Nelle 19 Piattaforme di Ricerca rientrano anche i progetti sviluppati da Mari dopo la personale di Torino del 2008, come l’allestimento dell’esposizione “Vodun, African Voodoo” del 2011 creato per la Fondation Cartier pour l’Art Contemporain di Parigi.
A tal proposito, in continuità col 2011, la mostra inaugura un’importantissima partnership internazionale tra Triennale Milano e Fondation Cartier.
Infine, una serie di videointerviste realizzate da Hans Ulrich Obrist a Enzo Mari chiudono il percorso espositivo, riportando l’attenzione sul Mari teorico, filosofo e pensatore prima ancora che progettista.

1. Autoprogettazione, tavolo, 1974. Foto ©Piasa 2. Delfina, sedia, 1979, Driade 3. 16 Animali, 1957, Danese Milano 4. Vaso/Ciotola, 1967, Danese Milano 5. Timor, calendario perpetuo, 1967, Danese Milano.

LA “COSCIENZA DEI DESIGNER”

Da sempre in aperta polemica con il pensiero mainstream e con gli aspetti puramente commerciali della produzione industriale, Enzo Mari fu il teorico di un’idea di design consapevole, ove la funzione degli oggetti doveva essere al primo posto del processo progettuale. Fu questo pensiero che gli valse la definizione di “coscienza dei designer” coniata per lui da Alessandro Mendini.
Personalità complessa ed intransigente, Enzo Mari ha recentemente donato il suo archivio personale al CASVA – Centro di Alti Studi sulle Arti Visive del Comune di Milano; vietandone però l’accesso per i prossimi 40 anni. “Questo perché”, spiega il presidente della Triennale Stefano Boeri nel catalogo della mostra, “Secondo le sue più ottimistiche ipotesi, solo tra quarant’anni una nuova generazione, non degradata come quella odierna, potrà farne un uso consapevole e riprendere in mano il significato profondo delle cose».
In una delle sue frasi più celebri di Mari si riassume forse tutto il suo pensiero: «Guarda fuori dalla finestra e se ciò che vedi ti piace, allora non c’è ragione di fare nuovi progetti. Se invece ci sono cose che ti riempiono di orrore al punto da farti venire voglia di uccidere i responsabili, allora esistono buone ragioni per un progetto». 
Il design non è altro che una pulsione profonda, è istinto di sopravvivenza.

Scopri gli highlights della mostra sul sito della Triennale di Milano. Clicca qui

 
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